“A proposito di niente”, autobiografia di Woody Allen. Intervista ad Elisabetta Sgarbi (Publisher “La Nave di Teseo”) – di Giuseppe Di Fini

L’autobiografia di Woody Allen è già disponibile in digitale (la versione cartacea lo sarà prossimamente). Vi propongo la lettura della mia intervista ad Elisabetta Sgarbi, Publisher presso “La Nave di Teseo”.

1.    Woody Allen, ancor prima che formidabile maestro del riso, è una finissima voce narrante. Il genio di Manhattan forgia i suoi mondi e li pennella, su schermo o su carta. Qual è il mondo che si profila nella sua autobiografia?
Woody Allen ragazzino sembra uno scugnizzo napoletano, che si muove in un film neorealista. Selvaggio, furbo, iconoclasta, pieno di vita, curioso di tutto. Poi Woody Allen adulto e’ più vicino all’immagine che ne abbiamo noi: ma neppure troppo, perché in fondo rimane quel ragazzino innamorato dei briganti e dei fuorilegge che combina continuamente guai e che non si prende mai troppo sul serio.


   2.   Allen, qui, narra se stesso. In che misura il ritratto del regista si tramescola con quelli dei personaggi che ha interpretato?
Allen sembra avere interpretato al meglio quanto scriveva Montaigne per i suoi saggi: “Gli altri formano l’uomo; io lo racconto e ne rappresento uno in particolare assai mal fatto, e il quale, se avessi da modellare nuovamente, farei invero diverso da quel che è. Oramai, è fatto.” Penso che Woody Allen sia il più riuscito Montaigne del cinema. 

   3.    Ritengo inammissibile (oserei dire, senza misura, anche criminale) ogni forma di censura dell’arte. La caccia alle streghe, questa volta, ha trovato in Woody Allen una preda mediatica. Riflettori, sì, come in scena; a quanto pare, però, qualcuno stavolta ha preferito puntarli su dei (vacillanti) capi d’accusa. Dalle pagine della sua autobiografia, il regista lascia emergere una posizione netta e lucidissima. Quale?
Come ha detto Romagnoli su Repubblica, in questa vicenda si sono scambiate questioni giudiziarie con beghe familiari. Woody Allen non conosce regole, ha avuto quattro mogli e l’ultima donna che ha sposato e’ la sua figlia adottiva. Ma si amano, o comunque non si può e non si deve dubitare del loro amore. Non ne abbiamo il diritto. E comunque la giustizia ha detto che non sussistono i capi d’accusa. Dunque la censura – che comunque oramai ottiene sempre il contrario di quanto vorrebbe – e’ senza senso. E infatti il libro e’ edito in tutto il mondo.

   4.    «Non v’è nulla di comico al di là di quel che è propriamente umano», scrisse Bergson. Allen, dell’umano, è un astuto indagatore. Quanto e su quali profili ha indagato nelle sue pagine più intime, ovvero quelle della sua autobiografia?
I suoi fallimenti. Una autobiografia, di uno scrittore vero, quale e’ Woody Allen, non può che insistere sulle cadute. “Nelle cadute” come cantava Battiato “c’è il perché della Sua assenza”. Dell’assenza di Dio.

   5.   Regista, attore, sceneggiatore, ma anche musicista e scrittore. Chi non ha ancora avuto modo di imbattersi in quest’ultima inclinazione elencata del genio di Allen, al di là delle proprie attese, quali sorprese incontrerà in A proposito di niente?
Infinite sorprese, a giro di pagina, a cominciare dalla sua nascita. Azzardo a dire che “A proposito di niente” e’ il più bel film di Woody Allen.

A proposito di niente