Analfabetismo emotivo: qualche commento sulle parole di Mattia Spanò

“Ritratto del dottor Gachet”, di Vincent van Gogh.

Tempi da poco per gente da poco. E gente da poco, lo si sa, segna tempi da poco. Generazioni (e individui) non in grado di riconoscere le proprie emozioni, per quanto mi riguarda, destano la stessa preoccupazione di chi non risulta in grado di provarle. Il quadro descritto dall’amico (nonché validissimo studioso) Mattia Spanò, lontano da ogni volgarizzante semplificazione, è crudo come una viscera animale. Il rigetto netto dell’uomo contemporaneo nei confronti dell’atto di riconoscimento dell’emozione, il quale costituisce anche la premessa al mancato esercizio della propria responsabilità, s’accompagna al disconoscimento del sentimento; talvolta, il che risulta ancor più inaccettabile, al rifiuto di definirlo pur avendolo conosciuto e riconosciuto. La tesi di fondo è dal sottoscritto ampiamente condivisa: l’emergenza in questione non è certo figlia solo del “cuore”. Le società contemporanee (quantomeno quelle occidentali) stanno sperimentando nel proprio insieme un processo di radicalizzazione tecnica, “lato sensu”. Tale radicalizzazione tecnica, aggiungo, può essere allogata nell’ancor più ampio bacino della liquidità predicata da Baumann. Dallo stato liquido, forse, si è addirittura passati a quello gassoso. Ad essere oggetto di ricusazione, nel loro complesso, sono la struttura, la solidità, la definizione, la dimensione progettuale (specie quando quest’ultima include l’alterità). Del resto, questi sono i tempi dello “streaming”. E, così come un contenuto cinematografico viene riprodotto senza salvarne il relativo file sul proprio computer, né tantomeno acquistandone un supporto fisico come il DVD, anche ai “contenuti emotivi” pare sia stata assegnata la sorte dello “streaming”. «Ti amo senza impegno». Dell’emozione e del sentimento, insomma, si fruisce soltanto. E non solo: «Disdici gratuitamente quando vuoi. Prova per un mese».

* Parole e periodi tra virgolette (o caporali) non sono estratti dall’articolo di Mattia, sono miei. Del resto, ne avrete certamente già avuto il sospetto, in quanto vi fosse ravvisabile la mia tendenza allo sproloquio. Vi rimando all’articolo completo del caro amico, del quale apprezzerete invece l’assoluta coerenza. http://www.siculorum.unict.it/views/avviso.php